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•Viviana Ferace

Dal bisogno alla ricompensa: la musica entra nei Servizi per le Dipendenze di Trieste

Si può creare, qui e ora, un’esperienza gratificante che non passi dalla sostanza? Da qui è nato il laboratorio pilota realizzato tra febbraio e aprile 2026 al Centro Diurno a bassa soglia del SerD di Trieste, ora pubblicato su FeDerSerD Informa (n. 41, ottobre 2026) con prima autrice Viviana Ferace.

Dal bisogno alla ricompensa: la musica entra nei Servizi per le Dipendenze di Trieste

Il laboratorio

Otto partecipanti, dieci incontri, sette canzoni completate. Con Suno ognuno ha trasformato un tema personale in un brano ascoltabile in pochi minuti: scegliere, ascoltare, scartare, rigenerare. Il cuore del progetto è proprio la rapidità tra idea e risultato. I brani confluiranno in un disco collettivo, in attesa delle autorizzazioni per la pubblicazione.

Perché la musica, perché l’IA

La musica genera piacere, emozione e coinvolgimento: gli studi citati nell’articolo mostrano il ruolo dei sistemi dopaminergici e oppioidi endogeni nel piacere musicale. Produrre un brano, però, richiede competenze tecniche che spesso diventano una barriera. Suno l’ha abbattuta: anche senza esperienza, ogni partecipante poteva essere autore attivo del proprio pezzo.

Chi ha fatto cosa

ASUGI – Servizio per le Dipendenze di Trieste:

  • Viviana Ferace e P. Di Giulio (Struttura semplice Sostanze Illegali),
  • M. Pinter (Piattaforma Dipendenze area giuliana), D. Nordici
  • Cooperativa Sociale La Collina / Centro Diurno: D. Pecchiari, J. Zorzin, M. Zorzetto. Hanno finanziato il progetto e garantito la continuità del gruppo
  • Università degli Studi di Trieste, CdL in Infermieristica: C. Fantuzzi
  • Future Frequencies HUB: Jan Nava e Thomas Zuin, per le competenze musicali e tecnologiche

Il percorso è stato guidato dall’infermiera promotrice, che ha curato valutazione e obiettivi assistenziali. L’IA è rimasta uno strumento, mai al posto del professionista. Il laboratorio non è musicoterapia.

I risultati

Partecipazione costante, brani portati a termine, uso autonomo dello strumento, aiuto tra pari. Alcuni continuano a usare Suno anche dopo il laboratorio. Trattandosi di un pilota qualitativo, gli autori non parlano di efficacia, ma aprono la strada a una valutazione strutturata e alla replica in altri Servizi.

In sintesi

Ho scelto, ho creato, sono riuscito a finire, faccio parte di questo gruppo.

Fonte: V. Ferace, J. Nava, T. Zuin, C. Fantuzzi, D. Pecchiari, J. Zorzin, M. Zorzetto, M. Pinter, P. Di Giulio, D. Nordici, “Dal bisogno alla ricompensa”, FeDerSerD Informa n. 41, ottobre 2026, pp. 384–388.